Centrali eoliche, Stintino sempre contraria

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Ai confini comunali stanno sorgendo parchi eolici e fotovoltaici.

 

Pale eolicheSTINTINO 15 marzo 2013 - Con nuove centrali eoliche si sta sconvolgendo il paesaggio e il territorio a vocazione turistica; si sta rischiando di danneggiare l’habitat degli animali che vivono nelle aree Sic e Zps vicine; si dà lavoro a poche maestranze locali per un breve periodo di tempo mentre si garantiscono grandi utili per le multinazionali; i gruppi della centrale di Fiume Santo restano ancora in funzione e l’abbattimento delle emissioni in atmosfera sono zero. Beffa su beffa.

Sono le considerazioni del primo cittadino di Stintino, Antonio Diana, sulle nuove costruzioni di impianti eolici e fotovoltaici che stanno sorgendo come funghi a pochi metri dai confini comunali. Una serie di valutazioni che hanno spinto il sindaco a prendere carta e penna e scrivere al governatore della Regione Ugo Cappellacci e all’assessore regionale all’Ambiente Andrea Biancareddu.

«Stanno trasformando il paesaggio – afferma il sindaco – basti pensare all’impatto visivo: se a tutti i progetti approvati sarà dato corso, in breve tempo saremo circondati da centinaia di torri alte 140 metri. Oltre a questo l’impatto ambientale: scavi, colate di cemento che modificheranno in modo irreversibile il territorio azzerando le potenzialità turistico-ambientale e turistico-archeologiche delle aree. A questo aggiungiamo ettari di territorio già coperti da pannelli fotovoltaici».

A poche centinaia di metri da Pozzo San Nicola infatti sta sorgendo una nuova centrale eolica, visibile a occhio nudo dalla strada provinciale che da Porto Torres conduce alla borgata stintinese. «Quale differenza c’è – si domanda Antonio Diana – tra queste nuove e quelle alle quali ci siamo opposti con successo negli anni scorsi, facendo valere le motivazioni ambientali e archeologiche? Anche queste in costruzione stanno sorgendo nelle immediate vicinanze di aree ad alta protezione ambientale come il parco dell’Asinara, Zps e Sic. È importante che, durante la fase autorizzativa di queste strutture, si facciano le debite considerazioni sugli aspetti del territorio e del paesaggio. Si faccia una programmazione organica che tenga conto delle politiche ambientali che i singoli comuni portano avanti per la valorizzazione delle aree a valenza naturalistica e di protezione. Alle conferenze di servizio devono essere invitati anche i comuni confinanti con le aree interessate. Per questo stiamo valutando azioni amministrative contro queste autorizzazioni».

Proprio a poche centinaia di metri dalle nuove centrali infatti si trova lo stagno di Pilo, inserito, assieme allo stagno di Casaraccio e alle Saline, nelle aree siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale.

Inoltre, all’incrocio con la centrale di Fiume Santo, da settimane operai al lavoro stanno realizzando un campo fotovoltaico. Sulla stessa strada, un chilometro più indietro, già lo scorso anno è stato realizzato uno di più grandi dimensioni.

Il Comune di Stintino si era già opposto nel 2011 e nel 2012 alla costruzione di impianti eolici progettati per essere costruiti a Pozzo San Nicola, in territorio comunale, e alle porte della stessa borgata.

Nel primo caso il consiglio comunale di Stintino nel luglio del 2011 aveva bocciato all’unanimità il progetto di un parco eolico e aveva dato mandato al sindaco di opporsi in sede di conferenza di servizi. L’impianto alla fine non era stato realizzato perché «hanno prevalso le nostre ragioni – aveva detto il sindaco Antonio Diana – e cioè quelle che ci vedono impegnati da anni nel portare avanti politiche ambientali».

Anche nel secondo caso, il sindaco aveva espresso parere contrario al nuovo progetto di impianto eolico che prevedeva la costruzione di 18 aerogeneratori vicino al centro abitato di Pozzo San Nicola. La valutazione era stata espressa da Antonio Diana a Cagliari durante la seduta della conferenza di servizi, convocata nella sede dell’assessorato regionale per la difesa dell’Ambiente per discutere la valutazione di impatto ambientale sulla realizzazione delle strutture eoliche.

I due impianti sarebbero sorti vicino a siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale e siti archeologici.

Adesso le nuove strutture stanno sorgendo a poche centinaia di metri da quelle aree sulle quali sarebbero dovute sorgere le centrali bocciate.

«Cosa hanno di speciale queste per non creare danni all’ambiente? – si chiede ancora il primo cittadino stintinese –. Abbiamo impostato la nostra politica sulla valorizzazione di queste aree. La zona di Pozzo San Nicola è considerata la porta di accesso a Stintino e al Parco dell’Asinara. Una zona in cui vivono volatili di specie protette. E proprio per la loro protezione, di recente, il Comune ha ottenuto un finanziamento Life dall’Unione europea».

«Inoltre – conclude Antonio Diana – l’energia immessa nelle rete da questi impianti non ha certo contribuito a ridurre le emissione di CO2 in atmosfera da parte della centrale di Fiume Santo. L’impressione è che, a fronte di pochi posti di lavoro, vi siano grandi guadagni da parte delle multinazionali. La ricchezza che invece portano le aree protette, in termini di salvaguardia del territorio e di posti di lavoro stabili, sono sicuramente superiori e spalmate sulla popolazione. Il tutto appare quindi soltanto come una grande speculazione e un danno per l’ambiente».

 

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Andrea Bazzoni - Gestione Uffici Stampa
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